Appunti per una storia di Scordia
prof. Nuccio Gambera

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Le Feste

Sdirri, Pasqua e Natali su li tri-ffésti principali

 

            Ancora oggi può capitare di ascoltare questo detto da qualche persona anziana. Infatti a Scordia sono particolarmente sentite le feste di Carnevale, Pasqua e Natale.

            Tutte e tre queste ricorrenze sono caratterizzate dalla sopravvivenza nel loro rituale di elementi magici e animistici tipici delle religioni precristiane, con la predominanza del mito di Demetra – Cerere e con la presenza di quelli di Attis, Adone e Osiride, tutti personificazioni del “dio della, vegetazione che muore e rinasce” (De Martino).

            In realtà queste feste ripropongono i riti di eliminazione e di propiziazione tipici della civiltà agro-pastorali, riti legati al ciclo delle stagioni e ai lavori che esse richiedono nei campi.

            Ma il cattolicesimo, anche se non sempre con la necessaria chiarezza, riesce a sublimare in un’ottica nuova, soprattutto durante la Pasqua, questa sopravvivenza, favorendo una commossa intensa partecipazione popolare.

            Momenti culminanti di questa religiosità, che nei suoi aspetti folcloristici qualche volta rischia di scadere nell’esteriore e nel teatrale, sono le tre processioni del Mercoledì Santo, del Venerdì Santo e della Domenica di Pasqua, caratterizzate dalla ieratica compostezza, nei loro tradizionali costumi, dei confrati del SS. Crocifisso, di Maria SS. Immacolata e del SS. Sacramento).

            A Natale si diffonde uno spirito di serenità e di allegria che coinvolge tutti gli strati della popolazione di Scordia. Sono molte le usanze che rendono interessante questa festa da un punto di vista folcloristico, ma quella che merita una maggiore attenzione è la novena, che allieta grandi e piccini con il tradizionale motivo che la banda musicale del paese esegue dalla sera del 16 dicembre alla sera del 24 davanti al presepe con la caratteristica grotta vegetale che viene preparato in tutti i quartieri.

            Interessante e suggestivo è poi il presepe che a cura dell’Amministrazione Comunale viene allestito nelle grotte della Cava.

            Il Carnevale festa dichiaratamente laica e pagana, coinvolge quasi tutta la popolazione di Scordia. Numerosi sono i gruppi in maschera e i carri allegorici che sfilano per le strade del paese proponendo satira e trasgressione in quello che viene considerato “il più bel Carnevale del Calatino”.

            Nell’ambito dei riti di propiziazione primaverili è da inquadrare la festa di San Giuseppe (19 marzo), che dopo una crisi relativamente lunga, da qualche tempo si ripropone come una delle più sentite del paese. Fondamento della festa è l’elemento filantropico, con il significativo corteo che procede per le strade del paese con al centro un vecchietto, una fanciulla e un bambino che rappresentano la Sacra Famiglia e possono attenuare la loro povertà con le offerte dei credenti.

            Nel periodo estivo ricade la celebrazione della festa di Santa Maria (primo lunedì di Pentecoste) e di quella di San Rocco (16 agosto). E di questa collocazione temporale (la stagione della raccolta del grano) non potevano mancare i riferimenti nel loro cerimoniale, con le scontate sopravvivenze precristiane.

            Un tempo esse erano le più importanti del paese. La prima, dopo una crisi durata molto tempo, sembra che da qualche anno stia rinascendo come festa di popolo, mentre la seconda attraversa una crisi più che decennale e coinvolge ogni anno sempre meno persone.

 

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